Italia, il canto d’amore di Penélope

Penélope Cruz interpreta Italia nel film "Non ti muovere" (2004) di Sergio Castellitto, tratto dall'omonimo romanzo di Margaret Mazzantini.

«Tienimi, vieni una volta al mese, una volta l’anno, non importa, ma tienimi». Italia è piccola e indifesa. Italia vive di istinti e passioni. Italia ama senza chiedere nulla in cambio. Italia, nel film Non ti muovere (2004), è Penélope Cruz.

Un’interpretazione eccezionale, la sua: è un’anima di borgata, estrema e generosa, a metà strada tra un ritratto femminile del neorealismo e la Cabiria di Fellini.Violentata dal padre quando era solo una bambina, Italia vive in una casa nascosta dalla miseria della periferia romana. È sola, è sempre stata sola. Sogna di non esserlo più e si aggrappa all’amore per Timoteo (Sergio Castellitto), chirurgo affermato.

Un'immagine recente di Penélope Cruz. Nel 2009 ha vinto l'Oscar come migliore attrice non protagonista per "Vicky, Cristina, Barcelona" di Woody Allen.

Lui all’inizio prova solo un’attrazione sessuale scomposta, animale. In seguito scoprirà il lato umano di quella donna. Non è bella, è vero, ma sa donare tutta se stessa. È sempre trafelata, indossa vecchi vestiti trovati chissà dove. Unico vezzo, qualche ciocca bionda nel mare di capelli neri.  Poi è realtà. Una realtà che non si mette il trucco. Vuole diventare mamma, Italia. E ha l’illusione di riuscirci. La sua relazione con il chirurgo ha i piedi d’argilla, però. Timoteo sarà comunque padre: aspetta una figlia dalla moglie, Elsa (Claudia Gerini). Italia invece non abbraccerà mai il suo bambino: sceglie l’aborto. Un intervento clandestino, a poco prezzo. Per farlo si affida ad un gruppo di zingari. Vuole cancellare tutto, o forse soffrire ancora. La gravidanza viene interrotta, ma l’operazione le provoca un’infezione acuta. Che porta alla morte, inevitabile.

Penélope Cruz sporca la sua bellezza da copertina per tratteggiare il ruolo più riuscito della carriera (insieme alla Raimunda di Volver). Non interpreta un personaggio, ma lo canta. Pasolini avrebbe gradito.

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One Comment su “Italia, il canto d’amore di Penélope”


  1. Quell’aria spaesata, quegli occhi in cerca di riscatto e la pelle simile a quella degli angeli. L’analogia con la Cabiria felliniana è più che mai azzeccata. Anche lei nelle donne di dannunziana evocazione.


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