Pane, amore e Marisa Merlini. Una caratterista al servizio della commedia

Marisa Merlini e Vittorio de Sica, nei panni della levatrice Annarella e del maresciallo Carotenuto. (Google)

L’ultima, grande caratterista. Verace e sorridente, intensa e scanzonata. Come solo un’attrice di talento poteva essere. Marisa Merlini, romana classe 1923, oggi non c’è più. Il cinema italiano l’ha persa il 27 luglio 2008. E’ morta nel sonno, a 84 anni, portando via con sè un pezzo di storia dello spettacolo. Dalla rivista al neorealismo, dalla commedia al teatro impegnato. Fino alla fiction. Marisa c’era, c’è sempre stata.

La sua carriera inizia nell’avanspettacolo. Procace, simpatica, impertinente, si fa notare in Primavera di donne (1941), accanto a Wanda Osiris. Il cinema busserà alla sua porta poco dopo. Totò, che già l’aveva apprezzata sul palcoscenico, la sceglie come compagna di lavoro in diversi film, da L’imperatore di Capri (1949) a Totò cerca moglie (1950). Merlini inaugura così una strepitosa galleria di personaggi popolari. Spesso domestici, sempre divertenti. Sarà la moglie e la madre, la signorina trafficona e la donna apprensiva.

Marisa Merlini sul set del film "La seconda notte di nozze" (2005), regia di Pupi Avati. (Google)

Nel 1953 interpreta Annarella, la levatrice che fa breccia nel cuore del maresciallo Vittorio de Sica in  Pane, amore e fantasia (1953). Un ruolo di grande impatto, che avrebbe paralizzato la carriera di qualsiasi attrice. Non la sua, però. Con Tempo di villeggiatura (1956), di Antonio Raccioppi, vince un Nastro d’Argento. Ne avrebbe meritati molti di più. Nello spassoso Il vigile (1960) è la moglie di Alberto Sordi, rivale di una biondissima e conturbante Sylva Koscina. Seguono poi commedie con Dino Risi (Il boom, 1963), Ettore Scola (Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca, 1970) e Alberto Lattuada (Oh, Serafina!, 1977).

Marisa Merlini non abbandonerà mai il teatro. Anzi, sarà proprio il palcoscenico a darle popolarità all’estero. Peter Grenville le affida il ruolo della governante di origine napoletana di Lady Hamilton in Questioni di Stato, commedia di Terence Rattigan. Un anno intero in cartellone, a Londra. Repliche da tutto esaurito.

Lavorerà fino all’ultimo. Strepitoso il duetto con Sabrina Ferilli nello sceneggiato televisivo Le ali della vita (2000) di Stefano Reali. Sul grande schermo il congedo dell’attrice è firmato Pupi Avati: nel delicato La seconda notte di nozze (2005) è una delle zie del protagonista (Antonio Albanese). Zitella, acida, avara. Cruda e brutale. Un’interpretazione che le varrà perfino la candidatura ai David di Donatello, come migliore non protagonista.

Gli anni passano, eppure Marisa Merlini mostra un entusiasmo contagioso nei confronti della vita. E’ lucida e ironica, saggia e onesta. Interviene in televisione, i registi continuano a cercarla.

Morirà a Roma, nella sua Roma, in una notte d’estate del 2008. Di lì a poco avrebbe compiuto 85 anni.

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