Marisa Allasio, la favola degli anni Cinquanta

Marisa Allasio negli anni Cinquanta. E' stata una delle attrici più amate della commedia popolare. (Google)

Cinque anni di carriera. Cinque soltanto. Poi il matrimonio, la famiglia, due figli. La vita che si muove su altri binari, il cinema che diventa un ricordo. Dolce, candido, genuino. Proprio come lei, Marisa Allasio. Il sex symbol pudico di un’Italia in cerca di bussola, tra boom economico e sogni proibiti. Attirava gli sguardi maschili con la sua favolosa fisicità. Senza mai risultare sfacciata, senza mai essere volgare.

Era bellissima, Marisa. Bellissima e naturale. Nata a Torino nel 1936, comincia a muovere i primi passi nel cinema nel 1952 (Perdonami, di Mario Costa). Non ha nemmeno vent’anni quando la stagione del neorealismo rosa la travolge in pieno. Un ruolo su tutti: quello di Giovanna in Poveri ma belli (1956), regia di Dino Risi. Allasio fa breccia nell’immaginario collettivo, dimenticarla sarà impossibile. Interpreta una ragazza sensuale e istintiva, semplice e gioviale, dai sani principi morali. Il film ha un successo clamoroso, quasi un miliardo di lire al botteghino.

Marisa aderisce in modo perfetto alla commedia popolare. Titoli destinati ad avere fortuna: Susanna tutta panna (1957), di Steno, Venezia, la luna e tu (1958), diretta ancora da Risi. La chiama anche Franco Zeffirelli, per il suo Camping (1958), ma sarà l’ultimo impegno sul set. A 22 anni, corteggiata da migliaia di fan e rincorsa da produttori e registi, l’attrice decide di voltare pagina. Sceglie l’amore. Sposa il conte Pier Francesco Calvi di Bergolo, abbandona il grande schermo all’apice del successo. Sparisce dai rotocalchi. Non farà mai più ritorno sui suoi passi. Nemmeno quando la sua storia finirà, neppure davanti a proposte di lavoro strepitose.

Coerente e discreta, Marisa Allasio. Una brava ragazza negli anni Cinquanta, una brava signora oggi. L’avevano ribattezzata la diva dei teen-ager, la Brigitte Bardot italiana. È stata di più, molto di più.

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5 commenti su “Marisa Allasio, la favola degli anni Cinquanta”


  1. Ale, bello il tuo blog, mi piace molto *__*

  2. antonino grincia Says:

    che bel ricordo di tempi bellissimi….perfetta,non ce ne sono state più di così genuine e spontanee,altro che brigitte berdot

  3. antonino grincia Says:

    ….quando rivedo i suoi film, mi sento…..rinfrancato e sereno

  4. Simone Pederzolli Says:

    che donna meravigliosa… altro che le sciacette di silvio & Co… quanto vorrei averla conosciuta di persona… anche adesso, conoscerla cmq…nonostante sia colpita dai “vizi del tempo”… peccato sia solo un utopia la mia…


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