Norma, la beata innocenza di Anna Maria Pierangeli

Anna Maria Pierangeli-Norma e Paul Newman-Rocky in una scena del film "Lassù qualcuno mi ama" (1956), di Robert Wise. (Google)

Norma aspettava. Seduta su una sedia, ascoltando la radio. Vegliando il sonno della sua bambina. Era la notte del 16 luglio 1947, il marito Rocky Graziano lottava per entrare nella storia. A Chicago, sul ring, ingaggiava una sfida ad alta tensione contro Tony Zale. In ballo c’era il titolo di campione dei pesi medi. Il traguardo di una vita. Norma, la moglie del pugile ribelle, camminava su e giù per la casa. Con il volto purissimo e malinconico di Anna Maria Pierangeli, che l’ha interpretata in Lassù qualcuno mi ama (1956), di Robert Wise.

Un personaggio complesso. Norma Unger si innamora giovanissima dello scapestrato Rocky (Paul Newman). I due hanno in comune un passato difficile: sono fragili, insicuri, hanno sofferto. Cercano riscatto. Lui vuole dimenticare un’infanzia povera, l’espulsione dall’esercito, gli anni passati in carcere. Lei vive per l’amore e sogna la famiglia. È la prima a parlare di matrimonio, Norma: la coppia si sposa nel 1943. Dopo poco tempo arrivano due bambine. Sembra una favola. Invece i problemi sono dietro l’angolo. Rocky ama il pugilato, lo considera una via verso la salvezza. Norma ha paura di perdere tutto.

La scena finale del film: Norma e Rocky vengono portati in trionfo per le strade di East Side, New York. (Repubblica)

Sceglie comunque di restargli accanto al suo uomo. La ragazza piccola e indifesa, è pronta a sacrificarsi. Per Rocky non è facile andare avanti: oltre alle tensioni del ring, arrivano anche minacce, ricatti e provocazioni. Combatte, tiene duro. Fino alla sfida più attesa: il duello con Tony Zale. Quasi 19mila spettatori nella notte di Chicago, pronti ad applaudire il vincitore. Norma rimane a casa, l’orecchio ansioso sulla radio abusiva, nervosa e agitata. Sempre bellissima. L’annuncio della vittoria di Rocky la illumina: corre verso la cameretta della figlia, la sveglia e la prende in braccio. «Papà è un campione», le sussurra. Poi via, in trionfo per le strade di East Side. Acclamati come eroi. Norma è finalmente libera di essere felice. La sua interprete no. Alla diva italiana che gli americani ribattezzarono Pier Angeli non furono fatti sconti. La vita avrebbe continuato a prenderla a schiaffi ancora per molto tempo. Credeva che la felicità degli altri fosse molto più importante di tutto. Si sbagliava, Anna Maria. Il sorriso più bello della storia del cinema.

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