Rosanna Schiaffino, l’esistenza ferita di una diva

Rosanna Schiaffino (1939-2009) ha vinto la Targa d'oro ai David di Donatello nel 1965. (Google)

Litorale romano, 1959. Quattro splendide ragazze escono grondanti dal mare di Fregene, i vestiti ancora incollati al corpo e lo sguardo fiero. Un fotografo le immortala. Sono le future dive del cinema italiano, protagoniste del film La notte brava di Mauro Bolognini: Antonella Lualdi, Anna Maria Ferrero, Elsa Martinelli. Poi Rosanna Schiaffino, la ragazza che veniva da Genova.

Nata nel 1939, il suo battesimo sotto i riflettori è nel mondo della moda. Bruna, grandi occhi scuri, solare e volitiva, Rosanna entra nel cinema dalla porta principale. Totò, lascia o raddoppia? (1956), di Camillo Mastrocinque sarà il suo esordio. Due anni dopo, la definitiva affermazione: Francesco Rosi la chiama per interpretare La sfida, pellicola ad alto tasso drammatico. Rosanna buca lo schermo. Merito della sua bellezza energica, dell’innata eleganza, del carattere forte e fiero.

Schiaffino convince perfino Vicente Minnelli. Il grande regista americano la fa immergere in mare, sotto gli occhi di un abbacinato Kirk Douglas, in Due settimane in un’altra città (1962). Sono gli anni dei film mitologici e della dolce vita. L’attrice torna a recitare accanto a Totò, nel letterario La Mandragola (1965), di Alberto Lattuada, che le frutta una Targa d’oro ai David di Donatello. Poi film all’estero, soprattutto in Spagna. La carriera di Rosanna si interrompe verso la fine degli anni Settanta. Lei è ancora giovane e bellissima, la sua popolarità alle stelle.

Due matrimoni: il primo, con il produttore Flavio Bini. Il secondo, con Giorgio Falck. L’industriale e la diva si sposano nel 1982 a Palazzo Marino, gli ingredienti della fiaba ci sono tutti. Sono anni d’amore intenso, vissuti a cento all’ora, tra Milano e Portofino. Nel 1995, però, l’incantesimo finisce e lascia il posto ad una battaglia legale dura e difficile. Scontri in tribunale, parole forti, sofferenze profonde. Le cronache rosa raccontano tutto, Schiaffino si trova ancora in prima pagina.

Nel 1991, l’attrice scopre di avere un tumore al seno. Inizia un’altra lotta, quella contro la malattia. Rosanna non si arrende: sostenuta dall’affetto della famiglia e dalle cure del professor Umberto Veronesi, combatterà per 18 anni. Muore a Milano nell’ottobre 2009. Riposerà per sempre a Portofino, in Liguria. Vicino a Genova, a due passi dal mare. Dove la sua avventura era cominciata tanto tempo prima.

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