Miss Bullock, reginetta di simpatia

Sandra Bullock nei panni di Gracie Lou Freebush in "Miss Detective" (2000), di Donald Petrie. (Google)

«Qual è una delle cose di cui il nostro Paese ha assolutamente bisogno?». Risposta: «Punizioni più severe per chi vìola la libertà condizionata». Silenzio imbarazzato. «E… la pace nel mondo». Parte l’applauso. Gracie Lou Freebush, alias Sandra Bullock, sfodera il suo sorriso più ruffiano. Una moina al conduttore, poi un goffo saluto al pubblico. Tutto come da copione. Lei dovrebbe essere la reginetta di bellezza del New Jersey, in corsa per diventare Miss Stati Uniti. In realtà è un’agente federale, infiltrata nel concorso per sventare un attentato terroristico. Il suo vero nome è Grace Hart, protagonista di Miss Detective (2000), di Donald Petrie.

Grace vive per la divisa. Energica e rissosa, è il terrore dei colleghi maschi. Odia il lusso e i parrucchieri, i tacchi alti e il trucco. Il dovere però le impone di trasformarsi in una modella. Tant’è. La trasformazione ha inizio: l’agente Hart diventa Gracie Lou Freebush. Capelli lisci, vestiti attillati, rossetto sulle labbra. Sembra perfetta. Invece è soltanto imprigionata nei panni di un sex symbol. Deve imparare tutto: sfilare, sorridere a comando, sedurre. La guida verso questi nuovi, femminili orizzonti un visagista cinico e trafficone, Victor Melling (Michael Caine).

Sandra Bullock è nata ad Arlington nel 1964. E' candidata all'Oscar 2010 come migliore attrice protagonista per "The blind side", di John Lee Hancock. (Google)

Grace odia la vita della reginetta. Con le altre ragazze è ambigua, scostante. Detesta i loro caratteri superficiali, il buonismo scontato e gratuito. Si scioglierà presto, però. Imparerà a conoscere e apprezzare le insicurezze di quelle bionde mozzafiato. E le difenderà a costo della vita. Al momento dell’elezione Hart è sul palcoscenico. Si sta contendendo con Cheryl Fraser il titolo di più bella d’America. Il piano omicida è pronto: una bomba inserita nella corona da Frank Morningside, figlio dell’organizzatrice del concorso, dovrebbe uccidere la prima classificata. Vince Cheryl. Grace capisce tutto e interviene con la forza. Riuscirà a sventare l’attentato.

Le sue amiche e colleghe capiscono tutto. La eleggeranno perfino Miss Simpatia. Lei, l’ex brutto anatroccolo prestato alle passerelle, si commuove. «Voglio davvero la pace nel mondo», ripete tra i singhiozzi. Prima di correre ad abbracciare il suo superiore, del quale si è ovviamente innamorata. Lieto fine annacquato? Forse. Ma niente di cui stupirsi. È il cinema americano, bellezza.

Il film è un ironico e divertente omaggio al mondo della moda. Vivacizzato da una istrionica Sandra Bullock, all’epoca ben lontana dal profumo di Oscar.

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2 commenti su “Miss Bullock, reginetta di simpatia”


  1. Grandissimo Biondo! Uno dei miei film preferiti: punizioni più severe per chi viola la libertà condizionata. Fantastico.


  2. […] del premio come miglior attrice, Sandra Bullock, che per quanto ripulita per me sarà sempre Miss Fbi. A prima vista l’abito non è dei più brutti, ma cade davvero male (guardate i piedi). Il […]


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