Clara Calamai, così nacque il neorealismo

Clara Calamai (1909-1998) ha vinto il Nastro d'Argento nel 1946, per "L'adultera", di Duilio Coletti. (Quotidiano.net)

Una manciata di secondi sdraiata sul letto. A seno nudo, con una parrucca bionda in testa. Stupore e incredulità tra il pubblico. Anno 1941, nelle sale esce La cena delle beffe, regia di Alessandro Blasetti. Il primo scandalo del cinema italiano è servito. E porta il nome di Clara Calamai. Attrice algida, distaccata, elegante. Sensuale e irraggiungibile, come tutte le dive degli anni Quaranta.

Toscana di Prato, classe 1909, Clara debutta sul set alla vigilia della seconda guerra mondiale. A partire da Pietro Micca (1938), di Aldo Vergano, diventa l’interprete ideale di una serie di film in costume molto amati dal pubblico. Nell’immaginario maschile, Calamai incarna alla perfezione il modello di donna seducente e discreta.

Sarà La cena delle beffe a renderla l’attrice più popolare di quegli anni. Amata dalle platee, invidiata dalle colleghe. Doris Duranti, icona del cinema di regime, la accuserà pubblicamente: «In quel film la Calamai si fa riprendere sdraiata». Rivendicherà con orgoglio, la bionda Doris, di aver girato pure lei una scena a seno nudo (in Carmela, 1942, di Flavio Calzavara). «Ripreso in piedi, al naturale, senza trucchi», affermerà pungente.

Clara Calamai e Massimo Girotti in una scena di "Ossessione" (1943), di Luchino Visconti. (Google)

La stampa esalta al massimo la rivalità tra le due dive. Clara però non ama i confronti, preferisce lavorare. L’occasione della sua vita arriva nel 1943: Luchino Visconti la sceglie per interpretare Giovanna, la protagonista di Ossessione. Un’ostessa giovane e ambigua, disposta a far uccidere l’anziano marito da un aitante vagabondo (Massimo Girotti). Quel personaggio avrebbe dovuto essere di Anna Magnani, costretta a rifiutare perché incinta. La Calamai lo renderà immortale. Nasceva così il neorealismo.

Il dopoguerra regala a Clara pochi ruoli all’altezza del suo talento: con L’adultera (1946), di Duilio Coletti, vince il Nastro d’Argento come migliore attrice protagonista. Visconti la chiamerà ancora: piccole parti nei riusciti Le notti bianche (1957) e Le streghe (1967). L’ultima apparizione è nell’horror Profondo rosso (1975), regia di Dario Argento. Poi l’oblio.

Clara Calamai muore a Rimini nel 1998. Da anni aveva smesso di recitare. Per il suo cinema non c’era più spazio. Purtroppo.

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One Comment su “Clara Calamai, così nacque il neorealismo”

  1. italianstardust Says:

    Consiglio: l’argomento è affrontato in modo più leggero, divertente, godibile (e molto altro ancora) nel blog dell’amica Donna Marina Marzulli. Questo il link:

    http://bastiancontraria.wordpress.com


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