Addio a Elli Parvo, splendida attrice fatale. Anticipò la stagione delle maggiorate

Elli Parvo, al secolo Elvira Gobbo (1915-2010), è stata una delle protagonista del cinema italiano degli anni Trenta e Quaranta. (Informazione.it)

La prima «femmina maledetta» del cinema italiano aveva lo sguardo cupo e intrigante, i capelli bruni e gli occhi di fuoco. Era procace, affascinante. Anticipava agli anni Trenta il prototipo di diva altera e burrosa che tanto successo avrebbe avuto nei film del dopoguerra. Adesso lei non c’è più. L’attrice che si faceva chiamare Elli Parvo è morta a Roma il 19 febbraio scorso. Aveva 94 anni. Gli ultimi cinquanta li aveva passati lontana dal grande schermo. La sua storia ha incrociato quella del nostro cinema per una breve stagione.

Elvira Gobbo, questo il suo vero nome, nasce a Milano nel 1915 da padre veneto e madre tedesca. Appena diciannovenne debutta in un film di Guido Brignone, Teresa Confalonieri (1934). L’impatto con la macchina da presa è portentoso. Elli studia al Centro Sperimentale di Roma, registi e produttori la reclamano con insistenza. Cuciranno su di lei una serie di ruoli femminili superbi e magnetici. Soltanto nella seconda metà degli anni Quaranta le verrà concesso di mettere in mostra il suo potenziale drammatico.

Sensuale peccatrice in Desiderio (1946), di Marcello Pagliaro, la Parvo tratteggia con grande efficacia il personaggio di donna Matilde, la ricca proprietaria terriera innamorata di Cesare-Vittorio Duse, nel neorealista Il sole sorge ancora (1946), di Aldo Vergano. Seguono altre partecipazioni a pellicole del filone avventuroso (Il cavaliere misterioso, 1948, di Riccardo Freda), comico (Totò terzo uomo, 1951, di Mario Mattoli e L’arte di arrangiarsi, 1954, di Luigi Zampa) e drammatico (L’amore, 1948, di Roberto Rossellini).

All’inizio degli anni Sessanta, Elli Parvo abbandona le scene. Madri pericolose (1960), di Domenico Paolella, è il suo ultimo film.

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