Posted tagged ‘Dino Risi’

Alessandra Panaro, povera ma bella

febbraio 21, 2010

Alessandra Panaro, romana classe 1939. E' stata tra le interpreti di "Poveri ma belli" (1956), regia di Dino Risi. (Google)

Le sponde del Tevere esaltavano gli anni Cinquanta luminosi e rampanti. Spensierati e sbarazzini. Che avevano il sorriso e la leggerezza di Alessandra Panaro. La ragazza della porta accanto, piccola e preziosa icona della miglior commedia all’italiana.

Alessandra nasce a Roma nel 1939. È soltanto un’adolescente quando riceve la chiamata di Mauro Bolognini, che la scrittura per un ruolo secondario nel romantico Gli innamorati (1955). A lanciarla in alto però è Dino Risi. Tre film, altrettanti successi: Poveri ma belli (1956), Belle ma povere (1957) e Poveri milionari (1958) scrivono la storia del costume nazionale. E impongono un nuovo modello di attrice: Panaro è semplice e telegenica, la sua recitazione è naturale, dolcissima. Acerba al punto giusto. In coppia con Lorella De Luca approda anche in televisione, nel varietà Il Musichiere (1957).

Arriva il successo, quello vero. I film con Alessandro Blasetti, Carlo Ludovico Bragaglia, Raffaello Matarazzo. Luchino Visconti, che la sceglie per interpretare il personaggio di Franca, fidanzata di Ciro-Max Cartier, nel capolavoro Rocco e i suoi fratelli (1960).

Gli anni Sessanta, però, si rivelano meno interessanti del previsto. L’attrice appare soprattutto in alcune pellicole del genere peplum e in qualche storia western. Si ritira dalle scene dopo la partecipazione a La madama (1976), di Duccio Tessari.

Due matrimoni: il primo con il banchiere Jean Pierre Sabet, il secondo con l’attore Giancarlo Sbragia. Tanti ammiratori, nessuno scandalo. Alessandra Panaro non ha mai scherzato con i sentimenti, nemmeno quando avrebbe potuto farlo. Il suo era un cinema scanzonato e perbene. Che, forse, manca un po’ a tutti.

Profumo di donna, profumo di Agostina Belli

febbraio 7, 2010

Agostina Belli è nata a Milano nel 1949. Il suo vero nome è Agostina Maria Magnoni. (Google)

Luminosa e raffinata, lunghi capelli castani, vivacizzati da grandi occhi chiari. Agostina Maria Magnoni, detta Agostina Belli, è stata il sogno proibito degli adolescenti italiani negli anni Settanta. La ragazza delicata e malinconica della miglior commedia agrodolce, l’attrice di tanti musicarelli e film horror.

Belli nasce a Milano nel 1949 e trascorre l’infanzia nel quartiere Giambellino. Scoprirà il cinema quasi per caso: segretaria in un grande centro commerciale, Carlo Lizzani la chiama per un piccolo ruolo in Banditi a Milano (1968), dove interpreta un ostaggio. Pochi secondi in video sono sufficienti per esaltare la sua disarmante fotogenia. In Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972), di Lina Wertmüller, è Rosalia, la moglie di Giancarlo Giannini.

Decisivo per la carriera di Agostina sarà l’incontro con Dino Risi. Il regista le fa interpretare Sara, la giovane napoletana che si innamora di un non vedente Vittorio Gassman-Fausto in Profumo di donna (1974). Il film viene candidato all’Oscar, il volto di Belli diventa una delle immagini più rappresentative del cinema italiano. I giornali esaltano una sua presunta (e inesistente) rivalità con l’altro sex symbol dell’epoca, Laura Antonelli, mentre Risi la vuole ancora protagonista sul set. In Telefoni Bianchi (1976) interpreta con efficacia un’aspirante divetta di regime durante gli anni del fascismo. Ottiene un David di Donatello speciale e un’ovazione da parte della critica francese. Sono anni intensi per Belli, che è presente in numerose co-produzioni internazionali, su tutte Holocaust 2000 (1977), diretto da Alberto de Martino e interpretato da Kirk Douglas.

Gli anni Ottanta segnano un progressivo allontanamento dalle scene: Agostina si limita a partecipare a piccole commedie di cassetta ed a qualche sceneggiato televisivo. Tornerà al cinema soltanto dopo molto tempo. Nel 2006 recita per Eugenio Cappuccio in Uno su due, nel 2008 per Daniele Costantini in Amore che vieni, amore che vai. Ruoli differenti rispetto a quelli che l’avevano resa famosa. Interpretati con l’eleganza e la classe dei giorni migliori.

Marisa Allasio, la favola degli anni Cinquanta

febbraio 1, 2010

Marisa Allasio negli anni Cinquanta. E' stata una delle attrici più amate della commedia popolare. (Google)

Cinque anni di carriera. Cinque soltanto. Poi il matrimonio, la famiglia, due figli. La vita che si muove su altri binari, il cinema che diventa un ricordo. Dolce, candido, genuino. Proprio come lei, Marisa Allasio. Il sex symbol pudico di un’Italia in cerca di bussola, tra boom economico e sogni proibiti. Attirava gli sguardi maschili con la sua favolosa fisicità. Senza mai risultare sfacciata, senza mai essere volgare.

Era bellissima, Marisa. Bellissima e naturale. Nata a Torino nel 1936, comincia a muovere i primi passi nel cinema nel 1952 (Perdonami, di Mario Costa). Non ha nemmeno vent’anni quando la stagione del neorealismo rosa la travolge in pieno. Un ruolo su tutti: quello di Giovanna in Poveri ma belli (1956), regia di Dino Risi. Allasio fa breccia nell’immaginario collettivo, dimenticarla sarà impossibile. Interpreta una ragazza sensuale e istintiva, semplice e gioviale, dai sani principi morali. Il film ha un successo clamoroso, quasi un miliardo di lire al botteghino.

Marisa aderisce in modo perfetto alla commedia popolare. Titoli destinati ad avere fortuna: Susanna tutta panna (1957), di Steno, Venezia, la luna e tu (1958), diretta ancora da Risi. La chiama anche Franco Zeffirelli, per il suo Camping (1958), ma sarà l’ultimo impegno sul set. A 22 anni, corteggiata da migliaia di fan e rincorsa da produttori e registi, l’attrice decide di voltare pagina. Sceglie l’amore. Sposa il conte Pier Francesco Calvi di Bergolo, abbandona il grande schermo all’apice del successo. Sparisce dai rotocalchi. Non farà mai più ritorno sui suoi passi. Nemmeno quando la sua storia finirà, neppure davanti a proposte di lavoro strepitose.

Coerente e discreta, Marisa Allasio. Una brava ragazza negli anni Cinquanta, una brava signora oggi. L’avevano ribattezzata la diva dei teen-ager, la Brigitte Bardot italiana. È stata di più, molto di più.