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Dalla Russia con Daniela Bianchi

marzo 10, 2010

Daniela Bianchi nei panni di Tatiana Romanova (1963).

Tatiana Romanova aveva i capelli biondi e la pelle di luna. Era algida e sofisticata. Eppure parlava romano. Ad interpretare la spia sovietica che fece perdere la testa a James Bond-Sean Connery nel film Dalla Russia con amore (1963) fu Daniela Bianchi. La prima 007 girl italiana. Le altre, da Maria Grazia Cucinotta a Caterina Murino, sarebbero arrivate dopo di lei.

Classe 1942, figlia di un colonnello dell’esercito, a 18 anni viene eletta Miss Roma. Poco tempo dopo vola verso le finali di Miss Mondo. Claude Autant-Lara, maestro del cinema francese, si accorge subito della sua fotogenia: Bianchi debutta nel 1958, al fianco di Brigitte Bardot, ne La ragazza del peccato. Seguono altri ruoli non di primo piano, fino al grande salto internazionale: Terence Young la sceglie per il ruolo di Tatiana. Nella versione originale del film è doppiata, ma poco importa: il successo è garantito.

Daniela però non si lascia sedurre da quel mondo dorato. Recita ancora, diretta, tra gli altri, da Dino Risi. Poi arrivano alcune spy story senza grande seguito. Nessun dramma: si ritira dalle scene alla fine degli anni Sessanta, per occuparsi a tempo pieno della famiglia. Il suo nome è un ritornello per il popolo di internet. Seconda, memorabile Bond-girl dopo Ursula Andress.

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Ursula Andress, Bond-girl delle avventure più liete

febbraio 5, 2010

Ursula Andress, oggi 73 anni, nei panni di Honey Rider in "Agente 007-Licenza di uccidere" (1962), di T. Young. (Google)

Dici Bond-girl e subito pensi a Ursula Andress. Alla sua devastante bellezza, a quel bikini mozzafiato. Alla scena cult di Agente 007 – Licenza di uccidere (1962),  regia di Terence Young: una sirena bionda esce dal mare della Giamaica, fasciata soltanto da un leggerissimo costume a due pezzi bianco. Intorno alla vita, un coltello. Canticchia un motivetto, richiama l’attenzione di Sean Connery. Bastano pochi secondi per entrare nella storia del cinema. E restarci per sempre.

Ursula è stata la prima partner femminile di James Bond. La prima e la più apprezzata. Il ruolo di Honey Rider vale alla giovane Andress un Golden Globe nel 1964, come migliore nuova promessa.

La sua storia inizia in Svizzera, dove l’attrice nasce nel 1936. Sceglierà però l’Italia come sua patria cinematografica: prima di sbarcare a Hollywood esordisce nella commedia nazionalpopolare. Il successo di Licenza di uccidere le offre la possibilità di recitare accanto alle grandi star dell’epoca: nel 1963 affianca Elvis Preasley ne L’idolo di Acapulco e la coppia Frank Sinatra-Dean Martin nel western I quattro del Texas.

Ursula sposa il regista John Derek, in America è una delle dive più richieste. Eppure torna in Italia, per interpretare La decima vittima (1965), di Elio Petri, e Le dolci signore (1967), di Luigi Zampa. I produttori di James Bond la scrittureranno ancora: in Casino Royale (1967), di Val Guest, è Vesper Lynd.

Il personaggio di eroina selvaggia e affascinante rimane una costante per tutti gli anni Settanta. Poi arrivano le commedie popolari, partecipazioni minori in film non sempre di primo piano. E la televisione: Andress appare, tra gli altri, nella serie americana Love Boat e nella fiaba moderna Fantaghirò.

L’attrice inizia così ad allontanarsi dal mondo dello spettacolo, ma la sua leggenda non crolla. Impossibile dimenticarla, impossibile scordarsi di quei lineamenti perfetti, degli occhi fieri e sensuali. Il bikini bianco da Bond girl Ursula lo conserverà per tutta la vita in soffitta. Sceglierà addirittura di metterlo all’asta. Nel 2001 finisce tra le mani dell’imprenditore Robert Earl, fondatore dei ristoranti Planet Hollywood. Trentacinquemila sterline per aggiudicarsi quel costume da prima pagina. Fatto della stessa sostanza dei sogni.