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Marie Trintignant, vittima di un amore sbagliato

gennaio 13, 2010

Marie Trintignant è morta nel 2003, a 41 anni. (Google)

Questa è la storia di una donna che non ha mai conosciuto il lieto fine. Questa è la storia di una donna bella e malinconica. Questa è la storia di Marie. Marie Trintignant.

Figlia di Jean Luis, monumento del cinema francese, e di Nadine Marquand, affermata regista, nasce con l’arte nel sangue. Debutta giovanissima: classe 1962, a quattro anni gira il suo primo film, diretta dalla madre. Timida e schiva, incline a vivere passioni burrascose e profonde inquietudini, sullo schermo dà vita a una serie di personaggi femminili estremi e controversi. Il viaggio del delitto (1979) di Alain Corneau le regala il ruolo di una ragazza muta che spinge il fidanzato all’omicidio. È ancora drammatica e sensuale per Graniere-Deferre e Chabrol, poi scopre la commedia. Con ottimi risultati, anche in Italia (La famiglia, 1987, di Ettore Scola).

Marie viene candidata per cinque volte al Cèsar, l’Oscar del cinema francese. Ma non è soltanto il set a renderla popolare: sposa battaglie civili, è sensibile alle cause dei più deboli. Non ha la stessa premura verso se stessa. Quattro figli, tre matrimoni finiti male, una continua ricerca di stabilità.

Nell’estate 2003 l’attrice si trova a Vilnius, in Lituania. Sta girando un film dedicato alla scrittrice Colette, diretto dalla madre. Al suo fianco c’è il compagno Bertrand Cantat, leader dei Noir Desire. Una relazione difficile e turbolenta, la loro. Il 23 luglio, in una suite d’albergo, la tragedia. Una nuova lite, l’ennesima. L’ultima. Cantat è una furia: picchia Marie, la colpisce con forza. La uccide. Inutili i soccorsi e le cure mediche. Il cuore dell’attrice smette di battere il 1° agosto.

Ai funerali, papà Jean Louis e mamma Nadine invitano tutti a vestirsi di bianco. Il colore preferito da quella figlia bellissima e sfortunata, volata via a 41 anni. Cercava l’amore. E l’amore è diventato il suo letto di morte.