Posted tagged ‘Paolo Villaggio’

Paola Quattrini, la ragazza prodigio dello spettacolo italiano

marzo 8, 2010

Paola Quattrini è nata a Roma nel 1944. Ha alle spalle più di sessant'anni di carriera. (Google)

A quattro anni era già sul set. Una bambina prodigio. La recitazione Paola Quattrini ce l’aveva nel sangue. E lo dimostrerà fin dalle prime interpretazioni. Nata a Roma nel 1944, amava il cinema e il teatro. Comincerà con il primo. Guido Brignone la fa esordire nell’intenso Il bacio di una morta (1949). Arriveranno poi le collaborazioni Raffaello Matarazzo e Luigi Capuano. Due registi di razza: per loro Paola sarà la dolce e innocente vittima della cattiveria degli adulti.

Quindici film in soli dieci anni di carriera. Fino all’incontro con il teatro, nel 1961. Prosa impegnata, commedia leggera: l’attrice sperimenta tutte le sfumature del palcoscenico. Da Shakespeare a Ionesco, da Aristofane a Pirandello.

L’impegno cinematografico va in secondo piano. Quattrini si farà notare nel divertente La coppia più bella del mondo (1968), di Camillo Mastrocinque. Poi, negli anni Ottanta, diventerà la comprimaria di lusso in alcune commedie all’italiana. A rispolverare sul grande schermo il talento della bionda Paola sarà Pupi Avati. Il ruolo di Lea in Fratelli e sorelle (1992) le vale un Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista. Da segnalare anche l’interpretazione della moglie arrivista in Io no spik English (1995), regia di Carlo Vanzina, accanto a Paolo Villaggio.

La carriera di Paola Quattrini si arricchisce ancora oggi di nuovi traguardi. In televisione e a teatro, dove i suoi spettacoli riscuotono sempre grande successo. Segno dell’affetto del pubblico verso un’artista che ha lavorato con Amedeo Nazzari, Luigi Zampa e con il grande Walter Chiari.

Zitella e seduttrice: la signorina Silvani, una vamp alla scrivania

gennaio 2, 2010

La signorina Silvani (Anna Mazzamauro) seduce il ragionier Ugo Fantozzi (Paolo Villaggio). (Google)

Era il sogno erotico di Ugo Fantozzi. Il sex symbol della scrivania accanto, trucco generoso e abbigliamento improbabile. Una vamp formato ufficio, tutta ammiccamenti e pratiche da sbrigare. Chi non ricorda la signorina Silvani? Anna Mazzamauro, strepitosa attrice romana, l’ha interpretata in quasi tutti i film della saga di Fantozzi (una sola eccezione: Fantozzi contro tutti, 1980).

Un personaggio inconfondibile. Silvani si affaccia nel microcosmo del più mediocre impiegato del nostro cinema a partire dal 1975. Della sua vita privata si sa poco o nulla. È ragioniera e zitella impenitente. Professione, dipendente della Megaditta. O, se preferite, seduttrice del reparto sinistri.

Una divertente immagine di Anna Mazzamauro-signorina Silvani. (Virgilio)

Eletta a più riprese Miss Quarto Piano, diventa la musa di Fantozzi. Un corteggiamento senza risultati, quello del ragioniere in Bianchina. Silvani si sposa con un altro collega, lo sciupafemmine geometra Calboni (Giuseppe Anatrelli), ma ben presto torna single. Maliarda come non mai, sensibile più di prima alle lusinghe maschili.

Da quell’impacciato pretendente accetta regali, complimenti e piccole cortesie. All’inizio prova quasi compassione. Poi prevale l’egoismo da divetta di borgata: si negherà ripetutamente a Fantozzi, anche col passare degli anni. Perfino quando si accorgerà di essere diventata vecchia e sola. Unica concessione, un viaggio a Cortina.

Anna Mazzamauro è nata a Roma nel 1941. Ha alle spalle una lunga carriera teatrale, cinematografica e televisiva.

Abbandonato il proverbiale abitino vermiglio, alla vigilia del Ventunesimo secolo Silvani ritorna con energia dal bistrattato ragioniere in Fantozzi – Il Ritorno (1996) di Neri Parenti. Lo illude di aspettare un figlio da lui,  chiede «cinque pippi» (cioè milioni) per il mantenimento. Un inganno come tanti: quei soldi serviranno per pagare un intervento di chirurgia estetica che avrebbe dovuto restituire all’eterna signorina la bellezza e l’autostima dei tempi migliori.

Anna Mazzamauro ha portato il personaggio di Silvani anche a teatro. A lei va il plauso di un’intera generazione di cinefili. Riconoscimento alla bravura e al coraggio di un’interprete che ha lavorato con Paolo Villaggio, Oreste Lionello e Giorgio Albertazzi. E che sul palcoscenico non ha esitato a vestire i panni (unica donna al mondo) di Cyrano de Bergerac.