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Rossana Podestà, storia dell’italiana che mise in fila le grandi dive americane

gennaio 28, 2010

Rossana Podestà è nata a Tripoli nel 1932. Ha abbandonato il cinema nella seconda metà degli anni Ottanta. (Google)

Più bella di Liz Taylor, più espressiva di Lana Turner e più elegante di Ava Gardner. Il grande regista americano Robert Wise non ebbe dubbi. Al momento di scegliere la protagonista di Elena di Troia (1955) preferì liquidare le tre dive hollywoodiane e scegliere Rossana Podestà.

Un’attrice italiana, nata a Tripoli nel 1932 (vero nome, Carla Dora), già popolare nel nostro Paese a metà degli anni Cinquanta. La sua carriera inizia molto presto. In Domani è un altro giorno (1951) di Lèonide Moguy condivide la scena con Anna Maria Pierangeli. Stessi esordi, stessa età (16 anni), differenti scelte professionali. Rossana viene chiamata da Valerio Zurlini per il film Le ragazze di San Frediano (1955), lavora con Monicelli e Steno. Bella e solare, vola in Sudamerica, diventando una delle dive più apprezzate. La rete (1953), di Emilio Fernandez, la fa conoscere alle platee internazionali.

Sarà una delle interpreti più gettonate del filone peplum. E non solo in Italia. La parentesi americana, esaltata dalla partecipazione al kolossal Elena di Troia, accresce la popolarità e il carisma dell’attrice. Ammirata e corteggiata, si mantiene con i piedi per terra. Sposerà il regista Marco Vicario nel 1953, infrangendo i cuori di migliaia di fan in tutto il mondo.

L’avventura cinematografica continua. Sul set di Sodoma e Gomorra (1962), regia di Robert Aldrich e Sergio Leone, ritrova Pierangeli, reduce anche lei dai fasti di Hollywood. Per Podestà è l’inizio di una nuova fase della carriera. Il marito la dirige in una serie di pellicole di buon successo (su tutte Sette uomini d’oro, 1965), i pionieri della commedia sexy ne sfruttano l’innata sensualità.

I ruoli di spessore, tuttavia, iniziano a diminuire. Il ritiro dalle scene è lento, graduale. L’ultima interpretazione di rilievo Rossana la offre in Segreti segreti (1984) di Giuseppe Bertolucci. Un’intensa prova drammatica. Poi il congedo dal grande pubblico. Che continua a ricordarla giovane, raffinata e seducente. Vestita con gli abiti di una regina o di un’imperatrice. Sempre pronta a tuffarsi nel passato e a riapparire più bella di prima.

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Gianna Maria Canale, la regina dei peplum

gennaio 23, 2010

Gianna Maria Canale era nata a Reggio Calabria nel 1927. Morirà nel febbraio 2009. (Google)

Sofisticata e altera. Grandi occhi verdi, portamento elegante. Una regina. Si chiamava Gianna Maria Canale ed era nata a Reggio Calabria nel 1927. Il cinema italiano del dopoguerra l’avrebbe eletta protagonista di tanti film di buon successo. Prima, però, una tappa quasi obbligata: Miss Italia, anno 1947. Lo stesso di Lucia Bosè, Eleonora Rossi Drago e Gina Lollobrigida.

Gianna Maria non vince. Ma riesce a far breccia nell’animo del regista Riccardo Freda. Il cavaliere misterioso (1948) è il suo vero trampolino di lancio. In un colpo solo arrivano il successo e l’amore. Accanto a Freda, ovviamente, che continuerà a dirigerla in pellicole di primo piano. Personaggi intensi e passionali, perfetti per Canale.

Sarà il filone peplum a consacrarla. A partire da Teodora, imperatrice di Bisanzio (1953), colleziona una serie di caratterizzazioni in costume molto popolari. Reciterà anche al fianco di Totò (Totò le Mokò, 1949, di Carlo Ludovico Bragaglia) e Alberto Sordi (Il boom, 1963, di Vittorio De Sica). Poi proverà con il cinema internazionale, a Hollywood. Dalla seconda metà degli anni Sessanta però la stella di Gianna Maria comincia ad appannarsi.

Un incidente stradale le provocherà una temporanea paresi facciale. Niente più film, niente più vita mondana. Un rifugio sicuro, sull’isola di Giannutri, la sua prediletta.

Morirà lontano dai riflettori. A Firenze, nel febbraio 2009, a 81 anni. Il ricordo di Gianna Maria Canale è ancora vivo: premi, mostre fotografiche e retrospettive ricordano la sua carriera. Una carriera lunga vent’anni, dalle passerelle di moda ai set di Cinecittà. Da Reggio Calabria all’America.