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Tutta la vita di Daniela, la cattiva in tailleur

gennaio 9, 2010

Sabrina Ferilli è Daniela Di Biagio nel film "Tutta la vita davanti" (2008) di Paolo Virzì. (Google)

Roma, zona Fiere. Call-center della ditta Multiple Italia. Il film Tutta la vita davanti (2007) di Paolo Virzì racconta il precariato moderno. Sabrina Ferilli è Daniela Di Biagio.  La virago in minigonna, ape regina di uno sciame di telefoniste sfruttate e illuse.

Un personaggio verosimile, triste, malinconico. Deprimente. La sua storia è fatta di piccole corse e clamorose delusioni: ex commessa in un negozio di scarpe di viale Marconi, bella e appariscente, Daniela si innamora di Claudio (Massimo Ghini), rampante manager della Multiple. Pensa di essere la sua compagna di vita, invece resterà l’amante ossessiva. La protagonista di una storia di bugie. È così che accetta di barattare l’amore con la carriera.

Quel bellimbusto riesce a tenerla a bada: promozione a capo telefonista in azienda, poi la promessa di un possibile matrimonio. In futuro, quando si sarà separato dalla moglie. Che, in realtà, lo ha già cacciato di casa da molto tempo.

Daniela si butta nel lavoro. Per le telefoniste è un modello: la Cenerentola venuta dal nulla che scala i vertici della bella società. Non sanno, però, che nessun principe le farà indossare la scarpetta di cristallo. Al massimo, un paio di stivali tacco 12.

Un'altra scena del film: Daniela (Ferilli) incoraggia le sue telefoniste. (Google)

Dalle sue ragazze pretende moltissimo. Le obbliga a cantare ogni giorno una canzone che dovrebbe dare al gruppo forza e morale. Esalta le migliori, le più produttive; umilia le peggiori, quelle più timide o impacciate.

La giovane Marta (Isabella Ragonese), una laurea in filosofia e la busta paga di una telefonista part-time a fine mese, capisce subito le fragilità della sua superiore. Daniela per lei ha un debole. Arriverà perfino ad invitarla all’inaugurazione della sua nuova casa. Una scena desolante: stanze ben arredate, abiti favolosi, champagne nei bicchieri, quadri d’autore alle pareti. Nessun ospite. Amici e conoscenti hanno dato forfait, con le scuse più banali e ridicole.

Sabrina Ferilli, 45 anni, ha vinto il Nastro d'Argento come migliore attrice non protagonista per la sua interpretazione in "Tutta la vita davanti". (Repubblica)

Lei, la donna in carriera, ha un segreto: aspetta un figlio da Claudio. E’ felice, estasiata. Compra il passeggino con mesi e mesi di anticipo. E commette l’errore di credere che la sua felicità possa essere anche quella del suo uomo. Quando Claudio reagisce male alla notizia, il cerchio si chiude.

Daniela lo uccide in ufficio, da sola. Impazzita per quell’amore fallito, timorosa di perdere anche il posto di lavoro. Si presenterà comunque davanti ai cancelli della Multiple la mattina seguente. Ad accoglierla, la polizia. «Lasciatemi, sono in stato interessante», è la sua difesa.

Sabrina Ferilli coglie con grande bravura l’animo di Daniela. Premiata con il Nastro d’Argento (il secondo per l’attrice romana), dà vita ad un personaggio scomodo e affascinante. Con annessa una citazione, graditissima, di Gloria Swanson nel film Viale del tramonto.